Palazzo Fortuny

  • Modellini
    architettonici
    lignei settecenteschi

    restaurati con il contributo di
    Louis Vuitton

Palazzo Fortuny

Presetazione dei modellini architettonici lignei settecenteschi restaurati con il contributo di Louis Vuitton

Evento

L’Espace Louis Vuitton Venezia rinnova la collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia (MUVE) che, grazie ad un accurato e appassionato progetto di sponsorizzazione e di azioni culturali locali, porta Louis Vuitton a sostenere ogni anno il restauro di opere provenienti da tutte le collezioni dei musei gestiti dalla Fondazione. In occasione della mostra Fondation Louis Vuitton Building in Paris by Frank Gehry. Con l’intervento di Daniel Buren Louis Vuitton ha restaurato una serie di modelli architettonici lignei risalenti al XVIII secolo: il modellino realizzato per un progetto di un grande palazzo veneziano e quello di Palazzo Venier dei Leoni, appartenenti alla collezione del Museo Correr e una serie di modellini di Villa Pisani a Strà della collezione di Palazzo Fortuny.

Gli esiti di questo importante intervento di recupero sono oggetto di una piccola ma significativa esposizione che verrà presentata a partire dal 14 ottobre nella Sala delle Quattro Porte, all’interno del percorso del Museo Correr in Piazza San Marco. Qui saranno esposti tutti i modellini restaurati, antesignani delle moderne maquette e plastici, eccezion fatta per il grande modello relativo al progetto della ‘dogale’ villa Pisani che, per via della sua imponente mole, si potrà ammirare nella sede di Palazzo Fortuny dove attualmente risiede.

La presentazione dei modellini lignei restaurati fa eco alla mostra ospitata dall’Espace Louis Vuitton Venezia, aperta al pubblico dal 27 maggio 2016 e prolungata per l’occasione fino al 26 febbraio 2017, che presenta una selezione di modellini in scala che ripercorrono lo studio dei diversi aspetti dell’edificio della Fondation Louis Vuitton: una vera e propria immersione nell’universo creativo e progettuale che ha reso possibile la nascita di un edificio divenuto già un simbolo per Parigi.

I modelli architettonici restaurati

 

I modelli architettonici settecenteschi appartenenti alle collezioni dei Musei Civici Veneziani sono testimoni veramente eccezionali, tra i pochi giunti fino a noi, della usuale pratica architettonica osservata tra Rinascimento e Ottocento, specie per edifici di articolazione particolarmente complessa e di grandi dimensioni.

In tali impegnative opere, per la cui conclusione erano sempre necessari svariati anni, la presenza in cantiere di un perfetto modello in scala, rifinito in ogni dettaglio strutturale e decorativo sia all’esterno che all’interno (per questo essi sono sempre smontabili e osservabili in ogni parte), anche più dei disegni su carta erano essenziale e concretissimo riferimento per la vasta schiera degli operatori chiamati a concorrere alla costruzione in modo unitario e organico (muratori, scalpellini, carpentieri del legno e del ferro, decoratori ecc.); ciò, a fronte sia della complessità e dimensione e dell’edificio, sia dei lunghi tempi esecutivi, talvolta tanto dilatati da richiedere il naturale avvicendamento degli stessi artefici e responsabili di cantiere. Per la realizzazione di tali sorprendenti manufatti lignei, di perizia e qualità esecutiva veramente ‘certosina’, è presumibile l’attività a Venezia di alcuni artefici alquanto specializzati.

Il restauro conservativo, necessario per preservare i manufatti e permetterne un’ottimale fruizione, ha interessato i modelli per due grandi palazzi veneziani, nonché quello per la grandiosa Villa dei Pisani a Strà, assieme a quelli di tre edifici minori per il suo famoso giardino. Tutti, nel loro insieme, sono perfettamente evocativi della felice stagione settecentesca dell’architettura veneta, improntata ad un sereno classicismo di marca palladiana, ma che, sull’esempio principale di Baldassarre Longhena, seppe interpretare l’estro scenografico barocco in chiave ‘pittorica’ e luminosa assolutamente veneziana.

Il primo modello per un grande palazzo certamente destinato ad affacciarsi sul Canal Grande, rappresenta un’avanzata proposta progettuale, poi rimasta irrealizzata, caratterizzata da una non comune larghezza del fronte, con ben ‘nove assi’ verticali. V’è l’ipotesi che possa testimoniare un primo progetto per Palazzo Corner della Regina a San Cassiano, poi diversamente realizzato da Domenico Rossi su di un fronte più ristretto. Giunto incompleto (da notare tuttavia all’interno un sorpendente scalone barocco a rampe multiple), forse proprio in virtù della sua condizione frammentaria il modello possiede un particolare fascino evocativo.

Il secondo modello di palazzo, straordinariamente vasto e grandioso, assai completo e rifinito in ogni singola parte, è per Palazzo Venier dei Leoni. Rispetto al primo progetto di Lorenzo Boschetti, esso corripsonde ad una seconda versione dovuta a Domenico Rizzi, fedele per quanto concerne l’impostazione generale verticale in ben undici campate, ma semplificata nel linguaggio architettonico e in alcune soluzioni planimetriche. E’ il progetto effettivamente posto in esecuzione verso 1750; come noto, l’opera fu prestissimo interrotta e mai più ripresa, quando la fabbrica era giunta appena sopra il pian terreno ammezzato, per la sola parte frontale (fu la famosa casa-museo di Peggy Guggenheim, oggi, con le sue ricche collezioni d’arte moderna, sede della fondazione omonima).

Il modello relativo alla dogale villa dei Pisani a Strà, sulla riviera del Brenta, è di straordinario intertesse perché ci restituisce il primo faraonico progetto dovuto a Francesco Frigimelica, di eccezionale complessità d’articolazione, nonché inusitata grandiosità scenografica, degna di un grande sovrano. In realtà, con più misurato consiglio, il ‘palazzo’ è stato poi eretto sul progetto più ‘sobrio’ e lineare di Francesco Maria Preti. Invece, per lo splendido giardino ‘alla francese’, sono stati effettivamente e fedelmente realizzati gli originari progetti del Frigimalica: il Belvedere, l’ Esedra e la Torre (rispettivamente un alto arcone-belvedere all’incrocio di varie allées, un favorito ingresso laterale al giardino e il torrino centrale del famoso labirinto di verzura), di cui ci restano i gustosi modellini in legno dipinto.


 

Building in Paris by Frank Gehry. Con l’intervento di Daniel Buren

 

La mostra offre ai visitatori un’immersione nell’universo creativo dell’architetto americano-canadese Frank Gehry.

Una selezione di modelli in scala realizzati per il progetto dal Gehry Partners Studio, sono stati organizzati per gruppi e ripercorrono lo studio dei diversi aspetti dell’edificio: integrazione al sito, programma architettonico, concezione del progetto, spazi interni, «iceberg» e vele di vetro. Presentata per la prima volta a Parigi in occasione dell’inaugurazione della Fondation Louis Vuitton, la mostra è stata appositamente riprogettata da Gehry Partners per l’Espace Louis Vuitton Venezia.

Questa mostra itinerante, che fa parte del programma di eventi organizzati dalla Fondation chiamati «Beyond the Walls», racconta non solo la sbalorditiva architettura dell’edificio, ma anche le altre attività della Fondation. Tra esse, le mostre temporanee raccontate da un punto di vista contemporaneo o storico, le presentazioni della collezione della Fondation e i concerti che hanno animato l’Auditorium. Come parte della mostra, Daniel Buren ha creato un’installazione speciale per le vetrate dell’Espace Louis Vuitton Venezia. L’opera fa eco al suo ultimo lavoro “Observatory of Light”, realizzato per la Fondation di Parigi, che è stato svelato l’11 maggio 2016.


 

La Fondazione Musei Civici di Venezia (MUVE)

 

La Fondazione Musei Civici di Venezia (MUVE) è stata istituita dal Comune di Venezia nel 2008 per conservare, tutelare, gestire e valorizzare l’immenso patrimonio culturale e artistico dei Musei Civici: 11 musei con le loro ricchissime collezioni (Palazzo Ducale, Museo Correr, Torre dell’Orologio, Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento Veneziano, Palazzo Mocenigo – Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume, Casa di Carlo Goldoni, Ca’Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna, Palazzo Fortuny, Museo del Vetro di Murano, Museo del Merletto di Burano e Museo di Storia Naturale), 5 biblioteche specialistiche, l’archivio fotografico e un attrezzato deposito presso il Vega Stock a Marghera.

Nel quadro di una convenzione trentennale la Fondazione opera secondo le linee indicate dal Socio Fondatore unico, autofinanziando tutte le proprie attività. Gode di autonomia organizzativa e gestionale facente capo al Consiglio di Amministrazione ed è improntata secondo un assetto organizzativo efficiente e razionale.

Un soggetto privato per gestire un patrimonio pubblico, una realtà innovativa nel panorama dei Beni Culturali in Italia. La Fondazione ha l’obiettivo di migliorare la programmazione culturale e scientifica di lungo termine e la responsabilità della tutela, della conservazione e ricerca delle collezioni storico artistiche: un sistema multyunit, in cui i servizi centrali operano a supporto della rete dei musei e delle loro specificità, un importante equilibrio tra programmazione scientifica, gestione manageriale a regia centrale e autonomia dei singoli musei.

Per far fronte alla propria mission da anni la Fondazione sviluppa azioni di marketing e di comunicazione, innovando e ampliando i servizi al pubblico e quelli educativi, dotando i musei di nuovi sistemi d’accoglienza, prenotazione e gestione delle visite, di strumenti d’interazione con il pubblico e di fidelizzazione: dal portale dei musei cui fanno capo 11 siti specifici, dalle applicazioni in lingua per la visita dei principali siti alla newsletter, alla Muve Friend Card, il programma di fidelizzazione che dà diritto a sconti, benefit e vantaggi esclusivi.

La Fondazione inoltre per dotare il sistema museale di maggiori risorse destinate alla conservazione e alla manutenzione dall’immenso patrimonio artistico e architettonico delle sedi, consolida importanti relazioni con i sistemi museali nazionali e internazionali e sviluppa rapporti con i privati.

Espace Louis Vuitton Venezia

 

Inaugurato nel giugno 2013 con l’intento di promuovere il dialogo tra l’arte contemporanea e il patrimonio storico artistico della Serenissima, l’Espace Louis Vuitton Venezia ha all’attivo sei mostre realizzate in partenership con la Fondazione Musei Civici Veneziani (MUVE). In occasione di ogni mostra un artista contemporaneo ha avuto carta bianca per confrontarsi, attraverso creazioni originali, con opere appartenenti al patrimonio storico-artistico veneziano restaurato da MUVE con il sostegno di Louis Vuitton. 

L’Espace Louis Vuitton Venezia ha instaurato un dialogo innovativo tra la scena artistica contemporanea e l’arte classica, contribuendo a celebrarne la straordinaria vitalità e attualità e restituendo opere spesso dimenticate alla città di Venezia doppiamente: nella riscoperta, resa possibile dal restauro, che le rende nuovamente fruibili al grande pubblico e nella rilettura fornita dall’arte contemporanea. Il confronto tra l’arte di ieri e quella di oggi iniziato con la mostra “Where Should Othello Go?”, che proponeva il faccia a faccia tra “La morte di Otello” (1866) di Pompeo Molmenti e l’installazione “Strawberry, Ecstasy, Green” di Tony Oursler (2013), rivelando un’esplosione di corrispondenze complici e impreviste, è proseguito con Reinassance”, in cui Vittore Carpaccio e Bill Viola a confronto esploravano il tema della natività e della passione di Cristo, e in seguito con il romanicismo dei cayer de voyage di Mariano Fortuny e Jiro Taniguchi, in Sguardi incrociati a Venezia”. Nel 2015 nuovi dialogi e confronti hanno visto l’Espace Venezia ospitare i rimandi tra “Le vedute d’ottica cinquecentesce e Olafur Eliasson”, le lunette di Francesco Hayez e le creazioni dell’artista Tilo Schulz, fino all’ultima mostra che ha unito tre mondi, il Settecento dell’abito Andrienne appartenuto ad una dama veneziana e fatto rivivere in versione contemporanea dagli studenti del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma sotta la supervisione del premio Oscar Piero Tosi e del maestro Maurizio Millenotti e dalla creazione dell’artista contemporanea Movana Chen. L’Espace Louis Vuitton Venezia a partire dal 2016 inizia un nuovo corso che vedrà i suoi spazi ospitare la grande arte contemporanea nella programmazione ideata dalla Fondation Louis Vuitton per lo spazio parigino e per le sedi degli Espace Louis Vuitton di Tokyo, Monaco, Pechino e Venezia.


 

Informazioni generali

  • Museo Correr Piazza San Marco 30124 Venezia Aperto tutti i giorni fino al 31 ottobre: 10.00 – 19.00 dal 1 novembre: 10.00 – 17.00 (la biglietteria chiude un’ora prima)
  • Museo di Palazzo Fortuny Campo S. Beneto, San Marco, 3958, 30124 Venezia Aperto dalle 10.00 alle 18.00 (fino al 6 novembre) (la biglietteria chiude un’ora prima) Chiuso il martedì
  • Mostra Fondation Louis Vuitton Building in Paris by Frank Gehry Espace Louis Vuitton Venezia, Calle del Ridotto 1353, 30124 Venezia Dal 27 maggio 2016 al 26 febbraio 2017: mostra aperta al pubblico Apertura dalle 10.00 alle 19.30 da Lunedì a Sabato e Domenica dalle 10.30 alle 19.30 

 


 

Informazioni per la stampa:

Louis Vuitton

Cecilia Puliga

E-mail: cecilia.puliga@louisvuitton.com

Tel.: 0039 02 72 33 42 67

Matteo Aceti

Email: matteo.aceti@louisvuitton.com

Tel.: 0039 02 72 33 42 85

Fondazione Musei Civici di Venezia

Riccardo Bon

E-mail: press@fmcvenezia.it

Tel.: 0039 041 240 52 25 – 32