Palazzo Fortuny

Palazzo Fortuny

ROBERTA DI CAMERINO, La rivoluzione del colore

Progetto

Palazzo Fortuny riapre per la primavera proponendo contestualmente esperienze diverse, ma sempre in linea con la propria peculiare connotazione di spazio espositivo, Museo e Laboratorio, secondo una formula avviata ormai con successo, in cui opere di artisti differenti, per provenienza ed esperienza, si confrontano con il genius loci di Mariano.

Il primo piano nobile ospita la mostra
“ROBERTA DI CAMERINO, LA RIVOLUZIONE DEL COLORE”

Il “total look” fatto di abiti, ma soprattutto di accessori, attraverso i quali la grande stilista veneziana Giuliana Coen (1920), sposata Camerino, ma in arte Roberta (in ricordo della canzone del film “Smoke get in your eyes”, che le aveva suscitato grandi emozioni) si è distinta per avere operato, negli anni ’50, una vera e propria rivoluzione: la celebre “rivoluzione del colore”.

Attraverso alcune geniali invenzioni – soprattutto l’utilizzo di velluti e di accostamenti cromatici del tutto insoliti per le borse femminili, ma anche di forme stravaganti e divertenti, come il bauletto “Bagonghi” (tanto amato dalla principessa Grace di Monaco), lo “stile Roberta” portò una ventata di novità e di freschezza nel mondo della moda, e negli anni ‘60 iniziò a interessare anche altri accessori dell’abbigliamento femminile, foulards, ombrelli, valigie, per trovare infine un altro campo di sperimentazione nell’abito da giorno e da sera, per il quale Giuliana inventò il “trompe-l’oeil”, in cui i revers, i bottoni, le pieghe, le cinture non sono reali ma semplicemente stampate sul jersey.

La mostra giunge al Museo Fortuny dopo il grande successo ottenuto al Museo Revoltella di Trieste (dall’8 ottobre al 12 dicembre 2010) e presenta – attraverso un suggestivo allestimento che gioca tra i rimandi dei colori degli abiti e quelli dei dipinti esposti, in una perfetta armonia d’intenti tra il suo “mondo” e quello di Mariano – sessanta borse, datate dai primi anni Cinquanta agli anni Settanta, una ventina di abiti e altrettanti ombrelli e foulards.

Alla realizzazione della mostra hanno contribuito la Maison Roberta di Camerino, il Gruppo Sixty e la Provincia di Venezia.

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