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	<title>Museo FortunyMostre Archivi - Museo Fortuny</title>
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		<title>Mostra</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jan 2026 10:22:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Erwin Wurm. Dreamers]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il Museo Fortuny presenta per la prima volta in Italia un’ampia mostra monografica dedicata al lavoro dello scultore austriaco Erwin Wurm. Nel corso della sua carriera Wurm ha radicalmente ampliato il concetto di scultura, mettendo in discussione le nozioni di tempo, massa e superficie, astrazione e rappresentazione, e da molti decenni usa gli abiti per affrontare questioni scultoree. Lungo questo viaggio il suo cammino ha spesso incrociato la strada di Mariano e Henriette Fortuny. [...]</p>
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Erwin Wurm. Dreamers.</strong></h2>
<p><strong>Dal 6 maggio al 22 novembre 2026</strong><br />
<strong>Venezia, Museo Fortuny</strong></p>
<p><strong><em>A cura di</em> Elisabetta Barisoni e Cristina Da Roit</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il <strong>Museo Fortuny presenta per la prima volta in Italia</strong> un’ampia mostra monografica dedi</span><span style="font-weight: 400;">cata al lavoro dello <strong>scultore austriaco Erwin Wurm</strong>, nato nel 1954 a Bruck an der Mur. Nel corso della sua carriera Wurm ha radicalmente ampliato il concetto di scultura, mettendo in discussione le nozioni di tempo, massa e superficie, astrazione e rappresentazione, e da molti decenni usa gli abiti per affrontare questioni scultoree. Lungo questo viaggio il suo cammino ha spesso incrociato la strada di Mariano e Henriette Fortuny.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dopo gli studi all&#8217;Accademia di Belle Arti e alla Scuola di Arti Applicate di Vienna tra la fine degli anni Settanta e i primi Ottanta, grazie alle </span><i><span style="font-weight: 400;">One Minute Sculptures</span></i><span style="font-weight: 400;">, iniziate nel 1996-97, Wurm ha riscosso grande successo internazionale. In queste opere l’artista fornisce agli osservatori istruzioni che indicano azioni o pose da eseguire con oggetti di uso quotidiano, come sedie, secchi, frutta, maglioni… Sono sculture per natura effimere, e ciò ha portato Wurm a sfidare le qualità formali di diversi linguaggi visivi superando i confini tra arte e vita di ogni giorno, spettatore e partecipante.&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La serie di </span><i><span style="font-weight: 400;">One Minute Sculptures</span></i><span style="font-weight: 400;"> esplora l’idea del corpo umano come scultura; in altre opere Wurm antropomorfizza oggetti di uso quotidiano in modi inaspettati, aggiungendo gambe alle borse, contorcendo forme simili a salsicce (</span><i><span style="font-weight: 400;">Abstract Sculptures</span></i><span style="font-weight: 400;">), o espandendo il volume di oggetti tecnici e architettonici (</span><i><span style="font-weight: 400;">Fat Car</span></i><span style="font-weight: 400;">,</span><i><span style="font-weight: 400;"> Fat House</span></i><span style="font-weight: 400;">).&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Wurm considera l’atto fisico di aumentare e perdere peso come un gesto scultoreo</strong>, e spesso crea l’illusione di crescita o restringimento corporeo nel suo lavoro.&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per l’artista anche <strong>l’umorismo è uno strumento importante</strong>, ma allo stesso tempo <strong>il suo lavoro si apre a questioni filosofiche, psicologiche e sociali essenziali</strong>. Spesso è rintracciabile nella sua pratica una critica della società contemporanea, in particolare in risposta alle influenze capitalistiche e alle conseguenti pressioni sociali che l’artista vede come contrarie ai nostri ideali interiori. Wurm enfatizza questa dicotomia lavorando all’interno dello spazio liminale tra alto e basso, per esplorare quella che egli stesso vede come una realtà farsesca e inventata.&nbsp;</span></p>
<p><em><span style="font-weight: 400;">“L’ordinario è così vicino e così familiare a noi che siamo portati a trascurarlo. Guardare l’ordinario dalla prospettiva dell’assurdo e del paradosso ci dà l’opportunità di vedere qualcosa di diverso, forse più interessante.”<br />
&#8211; </span></em><span style="font-weight: 400;">Erwin Wurm</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>La mostra è visitabile dal 6 maggio al 22 novembre 2026 secondo gli <a href="https://fortuny.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/orari/">orari </a>e con il <a href="https://fortuny.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/biglietti/">biglietto di accesso</a> al museo.&nbsp;</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Mostra</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Dec 2025 13:43:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[ANTONIO SCACCABAROZZI. Diafanés]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Attraverso il concetto di diafano, l’esposizione site-specific intende fare affiorare le affinità linguistiche e metodologiche tra la ricerca artistica di uno dei protagonisti dell’arte neo-concreta e concettuale italiana tra gli anni Settanta e il nuovo Millennio, Antonio Scaccabarozzi, e l’eclettica indagine del padrone di casa, Mariano Fortuny.  [...]</p>
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>ANTONIO SCACCABAROZZI</strong><br />
<strong>Diafanés</strong></h2>
<p><b>28 gennaio &#8211; 6 aprile 2026<br />
Venezia, Museo Fortuny<br />
</b></p>
<p><em><strong>Un progetto di</strong></em><br />
<strong>Associazione Archivio Antonio Scaccabarozzi </strong></p>
<p><strong><em>A cura di<br />
</em><b>Ilaria Bignotti<br />
Camilla Remondina</b><em><br />
</em></strong></p>
<p><strong><em>In collaborazione con<br />
</em><b>Galleria Clivio, Milano-Parma</b></strong></p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-17617" src="http://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png" alt="" width="912" height="9" srcset="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png 912w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-300x3.png 300w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-768x8.png 768w" sizes="(max-width: 912px) 100vw, 912px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La mostra site-specific dal titolo <em>Antonio Scaccabarozzi. Diafanés</em> è dedicata al dialogo tra l’opera e lo sguardo che l’oltrepassa.&nbsp;</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Attraverso il concetto di diafano, l’esposizione intende fare affiorare le affinità linguistiche e metodologiche tra la ricerca artistica di uno dei protagonisti dell’arte neo-concreta e concettuale italiana tra gli anni Settanta e il nuovo Millennio, Antonio Scaccabarozzi, e l’eclettica ed esuberante indagine del padrone di casa, Mariano Fortuny.&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Formata da opere leggerissime e traslucide, colorate e trasparenti, la mostra intreccia arti visive, semiotica e fenomenologia dell’immagine</strong>, invitando il pubblico a compiere un intenso percorso nell’indagine di Scaccabarozzi. L’esposizione si concentra sui lavori realizzati tra gli anni Ottanta e i primi anni Duemila, quando l’artista approda agli acetati prima e al polietilene poi, quali prediletti campi di accadimento del tratto pittorico e luoghi di esplorazione delle relazioni tra architettura, osservatore e opera. Affascinato dalla sua leggerezza, trasparenza e versatilità, Scaccabarozzi vede nel polietilene il luogo in cui affrontare ad un nuovo livello il problema della visione e del suo limite, il ragionamento sul doppio, recto e verso della pittura, la sua relazione ed estensione nello spazio, fino a renderlo autonomo ed indipendente da ogni altra tecnica artistica.&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I cicli delle </span><strong><i>Quantità libere</i></strong><span style="font-weight: 400;">, opere in cui il colore si libera sulla superficie trasparente, dei </span><strong><i>Polietileni</i></strong><span style="font-weight: 400;">, fogli di tale materiale tagliati e sagomati in forme di ascendenza architetturale, e delle </span><strong><i>Banchise</i></strong><span style="font-weight: 400;">, sovrapposizioni di membrane colorate di plastica volte a creare inedite sfumature cromatiche, <strong>dialogano idealmente con le intuizioni straordinarie di Mariano Fortuny</strong>: dalla plissettatura, capace di mutare radicalmente l’idea e le fattezze dell’abito, alla ricerca di alfabeti iconografici del passato, all’attenzione posta sulle nuove tecnologie del suo tempo. Inoltre, sono comuni ai due artisti l’ispirazione data dalla statuaria e dall’architettura dell’antica Grecia e lo studio delle cromie nelle sue calibrate potenzialità e assonanze con l’antico. Entrambi sembrano essere attenti e coltissimi tessitori di opere diafane, poste nelle mani e negli occhi del pubblico con la richiesta di scrutarle e oltrepassarle, di vedere attraverso le loro stratificazioni, in nome di una contemplazione carica di poesia.&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una mostra che si pone dunque come un affresco plastico e ritmato dai gradi del visibile, in cui l’opera si fa diaframma di un respiro cromatico e seducente, interrogando il fruitore in quanto “zona-limite di forze contrapposte”, come ha dichiarato Scaccabarozzi. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><span style="font-weight: 400;"><strong>Antonio Scaccabarozzi</strong> nasce a Merate, nel Lecchese, nel 1936. In oltre quarant’anni di attività ha sviluppato un linguaggio coerente, volto ad analizzare i fondamenti del visivo attraverso un’indagine fenomenologico-matematica sul colore nello spazio dell’accadimento pittorico, declinandolo in cicli coerenti: dalle prime esperienze di area neo-concreta e programmata degli anni ’60 alle opere analitiche degli anni ’70, sino alle sperimentazioni che dagli anni ’80 lo rendono un unicum nel panorama italiano e internazionale.&nbsp; Ha partecipato alle principali esposizioni dedicate ai linguaggi artistici a lui affini, tenutesi in istituzioni pubbliche, dalla Neue Galerie am Landesmuseum Jonnaeum, Graz, al LeopoldHoesch Museum, Düren, alle Kunstverein di Ingolstadt e Darmstadt; inoltre, ha esposto presso gallerie storiche quali lo Studio Casoli, la Galleria Ferrari di Verona, la Galleria Lorenzelli di Bergamo e la Galleria del Cavallino a Venezia.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">La sua ricerca è tutelata dall’Associazione Archivio Antonio Scaccabarozzi, diretto dalla moglie ed erede Anastasia Rouchota, ed è rappresentata dalla Galleria Clivio di Milano-Parma.</span></h5>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://fortuny.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/antonio-scaccabarozzi-diafanes/2025/12/20148/diafanes/">Mostra</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://fortuny.visitmuve.it">Museo Fortuny</a>.</p>
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		<title>Mostra</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Aug 2025 09:27:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[ANTONIO BEATO. Ritorno a Venezia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Intorno al 1860, Antonio Beato arrivò dalla Cina al Cairo, e per quasi quarant’anni realizzò una serie di straordinarie immagini dei templi e dei siti archeologici dell’Egitto e dei paesaggi circostanti. Queste immagini divennero oggetti di un Oriente solo immaginabile, che un’élite prevalentemente europea era ansiosa di acquistare, segnando anche l’avvento della fotografia documentaristica. [...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://fortuny.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/antonio-beato-ritorno-a-venezia/2025/08/19804/antonio-beato/">Mostra</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://fortuny.visitmuve.it">Museo Fortuny</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>ANTONIO BEATO.<br />
</strong><strong>Ritorno a Venezia<br />
</strong><br />
<strong>Fotografie tra viaggio, architettura e paesaggio</strong></h2>
<p><strong>15 ottobre 2025 – 12 gennaio 2026<br />
Venezia, Museo Fortuny</strong></p>
<p><em><strong>A cura di</strong></em><br />
<strong>João Rocha</strong><br />
<strong>Marco Ferrari</strong><br />
<strong>con Cristina Da Roit<br />
</strong><br />
<em><strong>In collaborazione con</strong></em><br />
<strong>Università IUAV di Venezia</strong><br />
<strong>Università di Évora</strong></p>
<p><em><strong>Con il Patrocinio</strong></em><br />
<strong>dell’Ambasciata del Portogallo in Italia</strong></p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-17617" src="http://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png" alt="" width="912" height="9" srcset="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png 912w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-300x3.png 300w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-768x8.png 768w" sizes="(max-width: 912px) 100vw, 912px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quando il fotografo britannico Francis Frith (1822-1898) raggiunge lo storico sito di Abu Simbel durante il suo primo viaggio in Egitto, dal settembre 1856 al luglio 1857, <strong>i fratelli e fotografi “veneziani” Antonio Beato e Felice Beato</strong> stanno viaggiando nel Mediterraneo verso il Medio Oriente, spostandosi tra Egitto, Turchia e Terra Santa. I due avevano già documentato le ostilità della guerra di Crimea (1853-1856) e subito dopo, insieme o separatamente, avrebbero fotografato la rivolta della popolazione indiana contro l’Impero britannico e la seconda guerra dell’oppio.</p>
<p>Pur rappresentando una tipica espressione culturale dei viaggiatori dell’Ottocento, <strong>le loro campagne fotografiche vanno oltre lo spirito del Grand Tour</strong>. Ci si potrebbe domandare che cosa spingesse questi due “veneziani” a intraprendere i loro lunghi viaggi allo scopo di fotografare. Quali erano le motivazioni per recarsi in luoghi remoti e affrontare dei progetti fotografici tanto sorprendenti quanto innovativi?</p>
<p><strong>Intorno al 1860, Antonio Beato arrivò dalla Cina al Cairo</strong>, “la madre delle città”, come l’aveva definita Ibn Battuta, e per quasi quarant’anni realizzò, con dettagli meticolosi e un occhio acuto per la composizione, una serie di <strong>straordinarie immagini dei templi e dei siti archeologici dell’Egitto</strong>, della sofisticata architettura della Cittadella del Cairo, della dinamica complessità degli edifici dei Mamelucchi e dei paesaggi circostanti. Stampate singolarmente o in deliziosi album con fotografie anche di Félix Bonfils, Adelphoi Zangaki o Pascal Sébah, queste immagini divennero <strong>oggetti di un Oriente solo immaginabile</strong>, che un’élite prevalentemente europea era ansiosa di acquistare. Questo segnò<strong> l’avvento della fotografia documentaristica</strong> ed è probabile che ciò sia stato fondamentale anche per sviluppare lo studio della prima architettura islamica.</p>
<p>A circa duecento anni della nascita di Antonio Beato e in occasione del quarantesimo anniversario della prima e per ora unica mostra veneziana dedicata ai due fratelli (Ikona Gallery), ci sembra opportuno riportare il lavoro di questo fotografo importante nella sua regione d’origine. Uno degli obiettivi della mostra è colmare questa lacuna presentando un gruppo di fotografie di Beato individuate negli <strong>archivi della Fondazione Musei Civici di Venezia e in altre collezioni italiane e internazionali</strong>. L’esposizione illustrerà le sfaccettate <strong>implicazioni culturali e politiche</strong> insite in quelle immagini, andando oltre le interpretazioni tradizionali. Esaminerà l’interrelazione tra gli elementi architettonici e contestuali associati agli oggetti fotografati, e un’attenta selezione di libri dell’Ottocento offrirà ai visitatori un contesto culturale più ampio.</p>
<p>La mostra trova una sede congeniale nel Museo di Palazzo Fortuny non soltanto per il ruolo rivestito da questa istituzione nel panorama culturale veneziano e per il rapporto che lo collega alla fotografia, ma anche perché la storia di <strong>Mariano Fortuny</strong> sembra involontariamente legarsi a quella di Antonio Beato. All’inizio del XX secolo anche Mariano visitò infatti quegli stessi luoghi, disegnandoli, fotografandoli e raccogliendone i ricordi in <strong>preziosi taccuini</strong>, tuttora conservati nella sua biblioteca privata, che saranno ora esposti per la prima volta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>La mostra è visitabile dal 15 ottobre 2025 al 12 gennaio 2026, con l&#8217;<a href="https://fortuny.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/orari/"><strong>orario</strong></a> e il <a href="https://fortuny.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/biglietti/"><strong>biglietto</strong></a> del Museo.</em></p>
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]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Mostra</title>
		<link>https://fortuny.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/alberto-rodriguez-serrano-ars-gratia-artis-venezia/2025/02/19734/alberto-rodriguez-serrano/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Feb 2025 13:25:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alberto Rodríguez Serrano. Ars Gratia Artis Venezia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>In mostra al Museo Fortuny le opere di Alberto Rodríguez Serrano, che propone un nuovo modo di intendere l’arte: utilizzando una tecnica innovativa basata sull’uso di pigmenti luminescenti, l’artista conferisce al proprio lavoro grande profondità emotiva e complessità materica. [...]</p>
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Alberto Rodríguez Serrano</strong><br />
<strong>Ars Gratia Artis Venezia</strong></h2>
<p><strong>14 maggio – 5 ottobre 2025<br />
Venezia, Museo Fortuny</strong></p>
<p><strong><em>A cura di</em> </strong><br />
<strong>Chiara Squarcina<br />
</strong></p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-17617" src="http://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png" alt="" width="912" height="9" srcset="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png 912w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-300x3.png 300w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-768x8.png 768w" sizes="(max-width: 912px) 100vw, 912px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Laureatosi alla Facoltà di Belle Arti dell’Università Complutense di Madrid, <strong>Alberto Rodríguez Serrano (Madrid, 1988)</strong> è un artista di talento eccezionale che vanta una presenza internazionale sulla scena contemporanea. Ben preparato nelle tecniche artistiche tradizionali e nella storia dell’arte europea, Serrano crea a partire da una solida base di abilità fondamentali. I suoi soggetti sono vari, contemporanei e innovativi, arricchiti dalla conoscenza del passato oltre che da una profonda consapevolezza radicata nel XXI secolo. Nel giugno 2015 la sua opera entra a far parte della <strong>Collezione Thyssen-Bornemisza</strong> di Madrid: uno dei pochi artisti in vita, e il più giovane, a ricevere tale onore. Nel 2017 consegna l’opera <em>Pietà</em> a Sua Santità Papa Francesco, anche in questo caso prefigurandosi come uno dei più giovani artisti presenti nella collezione vaticana.</p>
<p>Il lavoro di Serrano, ricco di qualità e sensibilità, propone <strong>un nuovo modo di intendere l’arte, demolendo il concetto statico di pittura tradizionale</strong>. Utilizzando una tecnica innovativa basata sull’uso di <strong>pigmenti luminescenti</strong>, sia fosforescenti che fluorescenti, l’artista conferisce al proprio lavoro una <strong>profondità emotiva</strong> e una <strong>complessità materica</strong> che supera di gran lunga qualsiasi altra opera di caratteristiche simili vista fino a oggi. In un gioco di luci e ombre, i dipinti prendono vita, carichi di emozioni e profondità.</p>
<p>La mostra al Museo Fortuny propone alcune delle opere più importanti realizzate da Serrano negli ultimi anni, un compendio di diverse rappresentazioni artistiche frutto di lunghi periodi di <strong>sperimentazione</strong> e lavoro su tecniche innovative. L’esposizione si articola attorno a due tipologie pittoriche: opere realizzate con tecniche tradizionali, ed esposte in modo tradizionale, in modalità permanente, dunque per l’intera durata della mostra, e opere luminescenti, mostrate al pubblico dall’artista stesso attraverso un gioco di calibrazione di buio e luce, e dunque visualizzabili nella loro complessità solo in occasione di <strong>performance</strong> <strong>programmate nell’arco dei cinque mesi della rassegna</strong>.</p>
<p>_</p>
<h4><span style="font-weight: 400;">Nato a Madrid nel 1988, <strong>Alberto Rodríguez Serrano</strong> si forma inizialmente nella capitale spagnola, laureandosi presso la Facoltà di Belle Arti dell’Università Complutense e specializzandosi in tecniche di stampa, incisione e disegno grafico alla Fábrica Nacional de Moneda y Timbre con cui collabora dal 2012 per la progettazione di monete commemorative e da collezione.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">In Italia, presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze, consolida il suo stile e approfondisce la conoscenza dell’arte classica.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">Co-fondatore del Estudio-Taller de Arte Esbozos di Madrid, vi insegna disegno, fotografia e aerografia.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">La sua carriera internazionale si afferma rapidamente tra il 2014 e il 2019, grazie a collaborazioni con prestigiose gallerie e istituzioni in Spagna, Italia, Stati Uniti, Cina, Nuova Zelanda, Colombia, Polonia, Porto Rico e Panama.<br />
</span>Nel 2015, una sua opera entra nella collezione permanente Carmen Cervera del Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, e nel 2018 il dipinto <i>Pietà</i> viene acquisito dalla collezione vaticana.<br />
Con i suoi progetti innovativi, capaci di affascinare, sorprendere ed emozionare il pubblico, Alberto Rodríguez Serrano si afferma come una presenza di rilievo nell&#8217;arte contemporanea.</h4>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La mostra è visitabile dal 14 maggio al 5 ottobre 2025, con l&#8217;<a href="https://fortuny.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/orari/">orario</a> e il <a href="https://fortuny.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/biglietti/">biglietto</a> del Museo.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Mostra</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jan 2025 14:56:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[SERGIO MONARI. Sincronie]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Al Museo Fortuny una mostra dedicata a Sergio Monari, la cui indagine artistica tocca la complessità della classicità greco-romana. Le sue sculture si pongono come riletture critiche della società contemporanea, e rivelano l’urgenza di un recupero della dimensione spirituale. [...]</p>
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>SERGIO MONARI</strong><br />
<strong>Sincronie</strong></h2>
<p><strong>26 febbraio – 5 maggio 2025<br />
Venezia, Museo Fortuny</strong></p>
<p><em><strong>A cura di </strong></em><br />
<strong>Niccolò Lucarelli</strong><br />
<strong>Chiara Squarcina</strong></p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-17617" src="http://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png" alt="" width="912" height="9" srcset="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png 912w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-300x3.png 300w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-768x8.png 768w" sizes="(max-width: 912px) 100vw, 912px" /></p>
<p>&nbsp;</p>

<a href='https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2025/01/11.Museo-Fortuny_Sergio-Monari_Installation-view.jpg'><img width="100" height="100" src="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2025/01/11.Museo-Fortuny_Sergio-Monari_Installation-view-100x100.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></a>
<a href='https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2025/01/3.Museo-Fortuny_Sergio-Monari_Installation-view.jpg'><img width="100" height="100" src="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2025/01/3.Museo-Fortuny_Sergio-Monari_Installation-view-100x100.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></a>
<a href='https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2025/01/5.Museo-Fortuny_Sergio-Monari_Installation-view.jpg'><img width="100" height="100" src="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2025/01/5.Museo-Fortuny_Sergio-Monari_Installation-view-100x100.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></a>

<p>L&#8217;indagine artistica di Sergio Monari tocca <strong>la complessità della classicità greco-romana</strong>. Le sue sculture, infatti, si pongono come <strong>riletture critiche della società contemporanea</strong>, prendendo come modello quella classica che, pur non scevra di difetti, aveva la bellezza quale ideale supremo, quale meta di un cammino civile fatto di coerenza e spiritualità, e che aveva nel mito un riferimento sia spirituale sia sociale, essendo la sua funzione quella di “ponte” fra il vissuto e l’ordine del cosmo.</p>
<p>Monari mette in discussione <strong>l’importanza del mito nella costruzione delle istituzioni sociali</strong>, senza svilirlo in sé bensì, al contrario, attaccando l’incapacità della società contemporanea di riconoscerne la portata. La poesia, l’amore, la gloria, la guerra, il destino, il tempo, la vanità, la morte prendono forma in una sorta di romanzo antico, eppure sempre nuovo, attraverso un allestimento che si dispiega, opera dopo opera, su capitoli modellati in forma di umane sembianze, pulsioni, aspirazioni, dubbi e timori. <strong>Una “commedia umana” fatta di statue che però sono vive nella loro forza narrativa</strong>, personaggi eternati nella tridimensionalità del bronzo.</p>
<p>Tramite di questa narrazione <strong>il piano terra del Museo Fortuny si tramuta in un palcoscenico teatrale che spazia fra le epoche</strong> in virtù di una scultura fatta di sguardi e parole, che si intuiscono pungenti e provocatori, appassionati e poetici insieme, una scultura che possiede una <strong>carica narrativa</strong> capace di accendere il dramma davanti allo sguardo dell’osservatore. Pur nella loro conflittualità, le sculture di Monari rivelano <strong>l’urgenza di un recupero della dimensione spirituale</strong>, e in virtù di ciò si offrono all’osservatore come tante fugaci ierofanie, labili rivelazioni di quella sacralità che un tempo apparteneva all’individuo.</p>
<p>La presenza di Monari a Palazzo Fortuny, dunque, sottolinea l’esigenza di rafforzare e attualizzare il dialogo con quella cultura greco-romana che è la radice fondante della nostra società. Attraverso la sua opera se ne può riscoprire la modernità, così come avvenne per <strong>Mariano Fortuny</strong> che, con i suoi iconici abiti e i motivi decorativi delle sue stoffe stampate, <strong>tradusse valori e simboli dell’antichità classica in un linguaggio contemporaneo e atemporale</strong>.</p>
<p><em>La mostra è visitabile dal 26 febbraio al 5 maggio 2025 con l&#8217;<strong><a href="https://fortuny.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/orari/">orario</a></strong> e il <a href="https://fortuny.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/biglietti/"><strong>biglietto</strong></a> del Museo.</em></p>
<p>_</p>
<h2><strong>VISITE GUIDATE SU PRENOTAZIONE</strong></h2>
<p><strong>Mercoledì 26 marzo, giovedì 17 aprile e giovedì 24 aprile, alle ore 15.30</strong>, visite guidate alla mostra con i curatori.</p>
<p><strong>Modalità di partecipazione<br />
</strong>Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti disponibili, con il biglietto di ingresso del Museo.</p>
<p><a href="https://forms.gle/CBauXLqMFEVjku8YA" target="_blank" rel="noopener"><strong>Prenota &gt;&gt;&gt;</strong></a></p>
<p>_</p>
<h4>La carriera di <strong>Sergio Monari</strong> <strong>(Bologna, 1950)</strong> prende avvio alla fine degli anni Settanta, in attiva collaborazione con le maggiori gallerie italiane. Dagli anni Ottanta collabora con i maggiori poeti italiani e pubblica numerosi libri d&#8217;artista. Parallelamente, promuove una serie di eventi e mostre legate alla scultura. Nel 2002 fonda con altri artisti l’associazione culturale CETRA, apre nel suo casolare di Castelbolognese uno spazio espositivo e crea il Parco della Scultura. È esponente di spicco del Gruppo Ipermanierismo di Italo Tomassoni. Ha esposto le sue opere in oltre 90 mostre, personali e collettive, in molte gallerie private e diversi musei pubblici, sia in Italia sia all’estero fra cui l’EXPO 2015 a Milano, Palazzo Schifanoia a Ferrara, la Galleria d’Arte Contemporanea di Ginevra, Palazzo Farnese di Caprarola (VT), Palazzo della Corgna di Castiglione del Lago (PG), Palazzo della Regione Lombardia a Milano, il Collegium Artistico di Sarajevo, e Villa Torlonia a Roma. Ha partecipato alla Biennale di Venezia nel 2011. Sue opere sono conservate in numerose collezioni private e istituzionali, fra cui quella della Regione Emilia-Romagna e del Vittoriale degli Italiani.</h4>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Mostra</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Feb 2024 17:28:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[EVA JOSPIN. Selva]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Attraverso l’uso di materiali poveri, Eva Jospin dà vita a composizioni plastiche dal forte impatto scenografico che evocano o ricreano il mondo che è al centro dei suoi interessi: paesaggi, alberi, piante, rami, foglie, formazioni geologiche, brani di vegetazione, strutture architettoniche. Le opere in mostra a Venezia dialogano non solo con il contesto storico che le accoglie, Palazzo Pesaro degli Orfei, ma anche con le raccolte che custodisce, vale a dire la ricca e articolata produzione artistica di Mariano Fortuny.  [...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://fortuny.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/eva-jospin/2024/02/19483/mostra-eva-jospin/">Mostra</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://fortuny.visitmuve.it">Museo Fortuny</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>EVA JOSPIN<br />
Selva</strong></h2>
<p><strong>10 aprile 2024 &#8211; 13 gennaio 2025</strong><br />
<strong>Venezia, Museo Fortuny</strong></p>
<p><em><strong>A cura di </strong></em><strong>Chiara Squarcina, </strong><strong>Pier Paolo Pancotto</strong><br />
<em><strong>In collaborazione con </strong></em><strong>GALLERIA CONTINUA</strong></p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-17617" src="http://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png" alt="" width="912" height="9" srcset="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png 912w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-300x3.png 300w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-768x8.png 768w" sizes="(max-width: 912px) 100vw, 912px" /></p>
<p>&nbsp;</p>

<a href='https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/02/a.Eva-Jospin-SELVA_Courtesy-the-artist-and-GALLERIA-CONTINUA-Photos-by-Benoit-Fougeirol.-©-ADAGP-Paris.jpg'><img width="100" height="100" src="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/02/a.Eva-Jospin-SELVA_Courtesy-the-artist-and-GALLERIA-CONTINUA-Photos-by-Benoit-Fougeirol.-©-ADAGP-Paris-100x100.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></a>
<a href='https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/02/b.Eva-Jospin-SELVA-02_Courtesy-the-artist-and-GALLERIA-CONTINUA-Photos-by-Benoit-Fougeirol.-©-ADAGP-Paris.jpg'><img width="100" height="100" src="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/02/b.Eva-Jospin-SELVA-02_Courtesy-the-artist-and-GALLERIA-CONTINUA-Photos-by-Benoit-Fougeirol.-©-ADAGP-Paris-100x100.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></a>
<a href='https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/02/c.-Eva-Jospin-SELVA-05_Courtesy-the-artist-and-GALLERIA-CONTINUA-Photos-by-Benoit-Fougeirol.-©-ADAGP-Paris.jpg'><img width="100" height="100" src="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/02/c.-Eva-Jospin-SELVA-05_Courtesy-the-artist-and-GALLERIA-CONTINUA-Photos-by-Benoit-Fougeirol.-©-ADAGP-Paris-100x100.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></a>

<p><strong>Eva Jospin (Parigi, 1975)</strong>, conclusi gli studi accademici a Parigi nel 2002, è stata pensionnaire all’Académie de France presso Villa Medici a Roma nel 2016-2017. Da sempre<strong> la sua ricerca trae ispirazione dalla natura in tutte le sue articolazioni semantiche e visive</strong>, vale a dire colta tanto nel suo stato originario quanto nelle molteplici interpretazioni iconografiche e iconologiche che ne sono state offerte nel corso del tempo.</p>
<p>Attraverso <strong>l’uso di</strong> <strong>materiali poveri</strong> – cartone, elementi e fibre vegetali, parti metalliche, tessuto – l’artista dà vita a <strong>composizioni plastiche anche di grande volume e dal forte impatto scenografico</strong> che evocano o ricreano a loro modo il mondo che è al centro dei suoi interessi: paesaggi, alberi, piante, rami, foglie, formazioni geologiche, brani di vegetazione, strutture architettoniche.</p>
<p>Esse hanno un <strong>tono fiabesco, a tratti misterioso</strong>, quasi magico e inducono a riflettere su vari temi: la creatività e i processi operativi e intellettuali attraverso i quali essa si esplicita oggi come in passato, la percezione (i lavori di Eva Jospin modificano sensibilmente quella del luogo che li ospita, sia sul piano intellettuale che fisico), questioni ecologiche e ambientali.</p>
<p>Le opere in mostra a Venezia lo testimoniano. Immaginate per l’occasione, esse <strong>dialogano non solo con il contesto storico e ambientale che le accoglie, Palazzo Pesaro degli Orfei, ma anche con le raccolte che custodisce</strong>, vale a dire la ricca e articolata produzione artistica di Mariano Fortuny, lasciando emergere impreviste, talvolta sorprendenti affinità estetiche e operative con la poetica del loro interprete.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><a href="https://fortuny.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/eva-jospin/2024/04/19581/biografia-eva-jospin/"><strong>Biografia dell&#8217;artista &gt;&gt;&gt;</strong></a></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Installazione visitabile dal 10 aprile 2024 al 13 gennaio 2025 con l&#8217;<a href="https://fortuny.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/orari/">orario</a> e il <a href="https://fortuny.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/biglietti/">biglietto</a> del museo.</strong></p>
<p><em>Galleria immagini: Courtesy the artist and GALLERIA CONTINUA. Photos by Benoît Fougeirol. © ADAGP, Paris&nbsp;</em></p>
<p><em><strong><img decoding="async" loading="lazy" class="alignleft wp-image-19552 size-full" src="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/02/Cattura-loghi.jpg" alt="" width="716" height="161" srcset="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/02/Cattura-loghi.jpg 716w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/02/Cattura-loghi-300x67.jpg 300w" sizes="(max-width: 716px) 100vw, 716px" /><br />
</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>_</p>
<p><strong><img decoding="async" loading="lazy" class="alignright wp-image-19703" src="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/02/Catalogo-mostra-Eva-Jospin.jpg" alt="" width="240" height="340" srcset="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/02/Catalogo-mostra-Eva-Jospin.jpg 565w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/02/Catalogo-mostra-Eva-Jospin-212x300.jpg 212w" sizes="(max-width: 240px) 100vw, 240px" />Sabato 7 dicembre 2024, ore 17.30, presso il Museo Fortuny, Venezia</strong><br />
<strong>PRESENTAZIONE DEL CATALOGO DELLA MOSTRA</strong><br />
<strong>edito da Dario Cimorelli Editore</strong></p>
<p><em>Interventi di</em><br />
Chiara Squarcina, Direttrice Scientifica Fondazione Musei Civici di Venezia<br />
Pier Paolo Pancotto, Curatore<br />
Dario Cimorelli, Editore<br />
Eva Jospin, Artista</p>
<p><em>Ingresso su invito fino ad esaurimento posti disponibili<br />
</em></p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-17617" src="http://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png" alt="" width="912" height="9" srcset="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png 912w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-300x3.png 300w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-768x8.png 768w" sizes="(max-width: 912px) 100vw, 912px" /></p>
<p><em>In Partnership con</em></p>
<p><a href="https://fortuny.visitmuve.it/it/il-museo/partnership/mariano-fortuny-y-madrazo-venezia-1921-s-r-l/"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignleft wp-image-19940" src="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2025/01/NUOVO-LOGO-FORTUNY-Black_Wordmark_PNG-1024x83.png" alt="" width="150" height="12" srcset="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2025/01/NUOVO-LOGO-FORTUNY-Black_Wordmark_PNG-1024x83.png 1024w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2025/01/NUOVO-LOGO-FORTUNY-Black_Wordmark_PNG-300x24.png 300w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2025/01/NUOVO-LOGO-FORTUNY-Black_Wordmark_PNG-768x62.png 768w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2025/01/NUOVO-LOGO-FORTUNY-Black_Wordmark_PNG-1536x125.png 1536w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2025/01/NUOVO-LOGO-FORTUNY-Black_Wordmark_PNG-2048x166.png 2048w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://fortuny.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/eva-jospin/2024/02/19483/mostra-eva-jospin/">Mostra</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://fortuny.visitmuve.it">Museo Fortuny</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Mostra</title>
		<link>https://fortuny.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/joan-fontcuberta-cultura-di-polvere/2024/01/19414/mostra-joan-fontcuberta-cultura-di-polvere/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Jan 2024 15:29:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Joan Fontcuberta. Cultura di polvere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://fortuny.visitmuve.it/?p=19414</guid>
		<description><![CDATA[<p>In mostra dodici light box realizzate da Joan Fontcuberta, esito del dialogo dell'artista catalano con le straordinarie collezioni storiche dell’ICCD di Roma. Attraverso un procedimento di tipo surrealista che consiste nel prelievo/appropriazione di elementi già dati, Fontcuberta ha compiuto il suo atto creativo, restituendo immagini quasi astratte eppure reali; paesaggi poco plausibili, assolutamente non manipolati, che appaiono nel display delle light box. [...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://fortuny.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/joan-fontcuberta-cultura-di-polvere/2024/01/19414/mostra-joan-fontcuberta-cultura-di-polvere/">Mostra</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://fortuny.visitmuve.it">Museo Fortuny</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Joan Fontcuberta. Cultura di polvere</strong></h2>
<p><strong>Venezia, Museo Fortuny<br />
</strong><strong>24 gennaio &#8211; 10 marzo 2024 <span style="color: #ff0000;">*Prorogata fino al 25 marzo 2024</span></strong></p>
<p><strong><em>Mostra a cura di </em>Francesca Fabiani<br />
<em>In collaborazione con </em>ICCD &#8211; Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione di Roma</strong></p>
<p><strong><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-17617" src="http://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png" alt="" width="912" height="9" srcset="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png 912w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-300x3.png 300w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-768x8.png 768w" sizes="(max-width: 912px) 100vw, 912px" /></strong></p>
<p>&nbsp;</p>

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<p>La mostra&nbsp;inaugura la stagione espositiva al Museo Fortuny di Venezia, ospitando&nbsp;<strong>dal 24 gennaio al 10 marzo 2024</strong>&nbsp;le&nbsp;<strong>dodici light box</strong>&nbsp;realizzate da Joan Fontcuberta:&nbsp;<strong>esito del dialogo dell&#8217;artista catalano con le straordinarie collezioni storiche dell’ICCD di Roma</strong>, Istituto nato a fine Ottocento come Gabinetto Fotografico per documentare il patrimonio culturale con fini di tutela e catalogazione.</p>
<p>Una mostra che, riproposta a Venezia, a Palazzo Fortuny, rievoca non solo la comune nazionalità tra l’artista e il “padrone di casa” ma, soprattutto, il <strong>profondo legame di questo luogo con la fotografia</strong>, dalle sperimentazioni di Mariano Fortuny y Madrazo al suo ricchissimo archivio qui custodito, poi centro d’avanguardia della fotografia negli anni Settanta e Ottanta. &nbsp;</p>
<p><em>Joan Fontcuberta. Cultura di polvere</em>&nbsp;è nato nell’ambito del programma&nbsp;<em>ICCD Artisti in residenza</em>&nbsp;a cura di&nbsp;<strong>Francesca Fabiani</strong>, in cui Fontcuberta ha scelto&nbsp;di<strong> operare su alcune lastre fotografiche deteriorate provenienti dal Fondo Chigi</strong>, punto di partenza per una serie di sperimentazioni visive e linguistiche. Rampollo di una delle casate nobiliari più ricche e potenti della storia, il principe Francesco Chigi Albani della Rovere (1881-1953), naturalista e fotografo amatoriale, nel corso delle sue sperimentazioni approda spesso a soluzioni sorprendenti che ben dialogano con l’intelligenza provocatoria e ironica di Fontcuberta. Un incontro di personalità che dalla polvere d’archivio &#8211; evocata dal titolo che rimanda alla celebre opera di Marcel Duchamp e Man Ray del 1920&nbsp;<em>Élevage de poussière&nbsp;</em>&#8211; ha prodotto nuove opere in una prospettiva contemporanea.</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-19422 alignright" src="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/01/3.-Joan-Fontcuberta.-Cultura-di-polvere-Trauma-3227-2022-©-ICCD-Roma.jpg" alt="" width="500" height="333" srcset="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/01/3.-Joan-Fontcuberta.-Cultura-di-polvere-Trauma-3227-2022-©-ICCD-Roma.jpg 800w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/01/3.-Joan-Fontcuberta.-Cultura-di-polvere-Trauma-3227-2022-©-ICCD-Roma-300x200.jpg 300w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/01/3.-Joan-Fontcuberta.-Cultura-di-polvere-Trauma-3227-2022-©-ICCD-Roma-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>Attraverso un <strong>procedimento di tipo surrealista</strong> che consiste nel prelievo/appropriazione di elementi già dati &#8211; in questo caso un frammento della lastra &#8211; Fontcuberta ha compiuto il suo atto creativo, restituendo <strong>immagini quasi astratte eppure reali; paesaggi poco plausibili, assolutamente non manipolati</strong>, che appaiono nel display delle light box. I materiali su cui ha lavorato l’artista, se da un lato perdono memoria, dall’altro acquisiscono <strong>nuova fisionomia attraverso i tanti segni che il passare del tempo vi ha lasciato</strong>: graffi, lacune e, talvolta, batteri e funghi proliferati grazie all’ambiente chimicamente accogliente dell’emulsione di gelatina ai sali d’argento. Nuovi paesaggi che si sommano al soggetto originario della fotografia, visibile in controluce.</p>
<p>Come spiega l’autore:&nbsp;<em>Questo lavoro analizza l’agonia materiale della fotografia. La fotografia è un dispositivo di memoria legato alla materia. Il suo deterioramento materiale genera una fotografia paradossalmente “amnesica”, senza più memoria</em>.</p>
<p>La mostra è promossa dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione di Roma in collaborazione con Fondazione Musei Civici di Venezia. Il progetto è vincitore del&nbsp;<em>PAC2021 &#8211; Piano per l’Arte Contemporanea</em> promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.&nbsp;</p>
<p><strong>Ingresso alla mostra con <a href="https://fortuny.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/orari/" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;orario</a> e il <a href="https://fortuny.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/biglietti/" target="_blank" rel="noopener">biglietto</a> del Museo.</strong></p>
<h4><strong>Immagine: Joan Fontcuberta. <em>Cultura di polvere &#8211; Trauma #3227</em>, light box 100&#215;150 cm, 2022 &#8211; © ICCD Roma</strong></h4>
<p>&nbsp;<br />
<strong>_</strong></p>
<p><strong>GUARDA IL VIDEO SU YOUTUBE:</strong></p>
<p><a href="https://youtu.be/SxepNrw3UA8?si=7HzMuy-CXJlmSdVU" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-full wp-image-19453 alignnone" src="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/01/Fontcuberta-frame-video.png" alt="" width="560" height="315" srcset="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/01/Fontcuberta-frame-video.png 560w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/01/Fontcuberta-frame-video-300x169.png 300w" sizes="(max-width: 560px) 100vw, 560px" /></a></p>
<h4><strong>Video: ICCD, 3D Produzioni. Montaggio Antonio Cicerone</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-17617" src="http://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png" alt="" width="912" height="9" srcset="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png 912w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-300x3.png 300w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-768x8.png 768w" sizes="(max-width: 912px) 100vw, 912px" /></p>
<p><em>In Partnership con</em></p>
<p><a href="https://fortuny.visitmuve.it/it/il-museo/partnership/mariano-fortuny-y-madrazo-venezia-1921-s-r-l/"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignleft wp-image-19940" src="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2025/01/NUOVO-LOGO-FORTUNY-Black_Wordmark_PNG-1024x83.png" alt="" width="150" height="12" srcset="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2025/01/NUOVO-LOGO-FORTUNY-Black_Wordmark_PNG-1024x83.png 1024w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2025/01/NUOVO-LOGO-FORTUNY-Black_Wordmark_PNG-300x24.png 300w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2025/01/NUOVO-LOGO-FORTUNY-Black_Wordmark_PNG-768x62.png 768w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2025/01/NUOVO-LOGO-FORTUNY-Black_Wordmark_PNG-1536x125.png 1536w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2025/01/NUOVO-LOGO-FORTUNY-Black_Wordmark_PNG-2048x166.png 2048w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a></p>
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		<title>Mostra</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jul 2023 19:54:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[RIPENSARE IL PAESAGGIO vs RIPENSARE L’IDENTITÀ]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Fondazione Musei Civici di Venezia e Oculus Foto Festival (OFF) presentano, in collaborazione con il festival EMOP (European Month of Photography), una selezione di artisti emergenti europei che propongono una riflessione sulla rappresentazione contemporanea della natura e dell’identità [...]</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>RIPENSARE IL PAESAGGIO vs RIPENSARE L’IDENTITÀ</strong></h2>
<p><i></i><span style="font-weight: 400;"><strong>7 ottobre 2023 &#8211; 15 gennaio 2024<br />
Venezia, Museo Fortuny<br />
</strong></span></p>
<p><strong><i>A cura di</i> Claire Baldo e Paul di Felice</strong></p>
<p><strong><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-17617" src="http://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png" alt="" width="912" height="9" srcset="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png 912w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-300x3.png 300w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-768x8.png 768w" sizes="(max-width: 912px) 100vw, 912px" /></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Fondazione Musei Civici di Venezia e Oculus Foto Festival (OFF) </strong>presentano, <span style="font-weight: 400;">in collaborazione con il festival EMOP (European Month of Photography), una selezione di artisti emergenti europei che propongono una riflessione sulla rappresentazione contemporanea della natura e dell’identità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Basata sulle ultime due edizioni di EMOP (European Month of Photography)</strong>, questa </span><span style="font-weight: 400;">mostra presenta una nuova selezione di opere contemporanee e di artisti europei che </span><span style="font-weight: 400;">lavorano su temi attuali legati alle relazioni umane con l’ambiente, nonché sulle </span><span style="font-weight: 400;">questioni di genere e identità in un contesto di cambiamento sociale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Artisti ospiti:</strong> Vanja Bučan, Krystyna Dul (in collaborazione con Keven Erickson), Marco Godinho, Jojo Gronostay, </span><span style="font-weight: 400;">Inka&amp;Niclas, Lisa Kohl, LABOTIV, Daphné </span><span style="font-weight: 400;">Le Sergent, Lívia Melzi, Cristina Nuñez, Bruno Oliveira</span>.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Come nelle precedenti edizioni del Mese Europeo della Fotografia, <strong>il tema generale Rethinking Nature/Rethinking Landscape</strong> ruoterà attorno a diversi aspetti collegati agli elementi della natura e del paesaggio, tra decostruzione ed esplorazione artistica. </span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Nell’ambito dell’Oculus Foto Festival, questa edizione di mostre e incontri stabilirà </span><strong>una nuova piattaforma per la creazione fotografica emergente europea a Venezia.</strong><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><a href="https://oculusfotofestival.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Per maggiori informazioni &gt;&gt;&gt;</strong></a></p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-17617" src="http://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png" alt="" width="912" height="9" srcset="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png 912w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-300x3.png 300w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-768x8.png 768w" sizes="(max-width: 912px) 100vw, 912px" /></p>
<p><em>In Partnership con</em></p>
<p><a href="https://fortuny.visitmuve.it/it/il-museo/partnership/mariano-fortuny-y-madrazo-venezia-1921-s-r-l/"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignleft wp-image-19940" src="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2025/01/NUOVO-LOGO-FORTUNY-Black_Wordmark_PNG-1024x83.png" alt="" width="150" height="12" srcset="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2025/01/NUOVO-LOGO-FORTUNY-Black_Wordmark_PNG-1024x83.png 1024w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2025/01/NUOVO-LOGO-FORTUNY-Black_Wordmark_PNG-300x24.png 300w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2025/01/NUOVO-LOGO-FORTUNY-Black_Wordmark_PNG-768x62.png 768w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2025/01/NUOVO-LOGO-FORTUNY-Black_Wordmark_PNG-1536x125.png 1536w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2025/01/NUOVO-LOGO-FORTUNY-Black_Wordmark_PNG-2048x166.png 2048w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a></p>
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]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Mostra</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Mar 2023 11:16:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[SOCCOL. RIFLESSIONI NOTTURNE]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La mostra è concepita come organizzazione di uno spazio attraverso l’installazione di dieci opere pittoriche inedite di Giovanni Soccol, il soggetto è costituito da dieci architetture-simbolo che si affacciano sul Canal Grande [...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://fortuny.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/riflessioni-notturne/2023/03/19119/riflessioni-notturne/">Mostra</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://fortuny.visitmuve.it">Museo Fortuny</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>SOCCOL<br />
RIFLESSIONI NOTTURNE</strong></h2>
<p><strong>5 maggio &#8211; 1 ottobre 2023</strong><br />
<strong> Venezia, Museo Fortuny</strong></p>
<p><strong><em>A cura di</em> Chiara Squarcina</strong></p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-17617" src="http://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png" alt="" width="912" height="9" srcset="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png 912w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-300x3.png 300w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-768x8.png 768w" sizes="(max-width: 912px) 100vw, 912px" /></p>
<p>&nbsp;</p>

<a href='https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2023/03/1.Soccol-Riflessioni-Notturne-Museo-Fortuny.jpg'><img width="100" height="100" src="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2023/03/1.Soccol-Riflessioni-Notturne-Museo-Fortuny-100x100.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></a>
<a href='https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2023/03/2.Soccol-Riflessioni-Notturne-Museo-Fortuny.jpg'><img width="100" height="100" src="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2023/03/2.Soccol-Riflessioni-Notturne-Museo-Fortuny-100x100.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></a>
<a href='https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2023/03/3.Soccol-Riflessioni-Notturne-Museo-Fortuny.jpg'><img width="100" height="100" src="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2023/03/3.Soccol-Riflessioni-Notturne-Museo-Fortuny-100x100.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></a>

<p>La mostra è concepita come organizzazione di uno spazio attraverso l’installazione di <strong>dieci opere pittoriche inedite di Giovanni Soccol</strong>, che nel loro complesso espositivo determinano uno spazio scandito da un ritmo costante che conferisce unità al tutto. La tematica di questo ciclo di dipinti nasce dalla visione di un’architettura veneziana che sorge dall’acqua dove, riflettendosi, si dissolve.</p>
<p>Soccol ha voluto rappresentare infatti il fascino di un’apparizione che può svanire, appartenendo più al sogno che alla realtà. Presiede al tutto un’analisi dei rapporti geometrici che legano gli elementi compositivi in una visione non prospettica, ma proiettata ortogonalmente alla tela per non alterare la geometria delle forme. Una luce notturna raccorda e unisce tra di loro gli elementi, conferendo alle architetture un’atmosfera metafisica, non nuova nell’opera dell’artista veneziano in quanto fil rouge della sua ricerca degli ultimi decenni.</p>
<p>Il soggetto di questa serie di pitture è costituito da dieci architetture-simbolo che si affacciano sul Canal Grande, a partire dalla Dogana da Mar fino alla chiesa di San Simeone, ognuna delle quali ha suscitato in Soccol un particolare interesse, risoltosi in un dialogo formale e spirituale. Le tele, il cui telaio misura 200 cm di altezza per 150 di larghezza, sono tutte dipinte a tecnica mista, ossia base a tempera magra, corpi a emulsione acqua in olio, velature oleo-resinose, il tutto preparato direttamente nell’atelier dall’artista, seguendo una ricerca sulle metodologie storiche tradizionali.</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-17617" src="http://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png" alt="" width="912" height="9" srcset="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png 912w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-300x3.png 300w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-768x8.png 768w" sizes="(max-width: 912px) 100vw, 912px" /></p>
<p><em>In Partnership con</em></p>
<p><a href="https://fortuny.visitmuve.it/it/il-museo/partnership/mariano-fortuny-y-madrazo-venezia-1921-s-r-l/"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignleft wp-image-19940" src="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2025/01/NUOVO-LOGO-FORTUNY-Black_Wordmark_PNG-1024x83.png" alt="" width="150" height="12" srcset="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2025/01/NUOVO-LOGO-FORTUNY-Black_Wordmark_PNG-1024x83.png 1024w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2025/01/NUOVO-LOGO-FORTUNY-Black_Wordmark_PNG-300x24.png 300w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2025/01/NUOVO-LOGO-FORTUNY-Black_Wordmark_PNG-768x62.png 768w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2025/01/NUOVO-LOGO-FORTUNY-Black_Wordmark_PNG-1536x125.png 1536w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2025/01/NUOVO-LOGO-FORTUNY-Black_Wordmark_PNG-2048x166.png 2048w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a></p>
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		<title>Mostra</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Mar 2019 13:45:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[YUN HYONG-KEUN. Una retrospettiva]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La prima retrospettiva europea dedicata a uno dei più importanti artisti coreani del secondo dopoguerra, e al suo linguaggio artistico, legato alla storia travagliata del suo paese. [...]</p>
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #ff6600;"><strong>MUVE Contemporaneo</strong></span></h2>
<h2><strong>YUN HYONG-KEUN<br />
Una retrospettiva</strong></h2>
<p><strong>11 maggio &#8211; 13 novembre 2019</strong><br />
<strong> Venezia, Palazzo Fortuny</strong></p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-17617" src="http://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png" alt="" width="912" height="9" srcset="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png 912w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-300x3.png 300w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-768x8.png 768w" sizes="(max-width: 912px) 100vw, 912px" /></p>
<p><strong><br />
A cura di&nbsp;</strong><strong>Kim Inhye</strong></p>
<p><strong>In collaborazione con National Museum of Modern and Contemporary Art (MMCA), Seoul </strong></p>
<p><strong>Con il sostegno di&nbsp;Korea Foundation</strong></p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-17617" src="http://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png" alt="" width="912" height="9" srcset="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png 912w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-300x3.png 300w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-768x8.png 768w" sizes="(max-width: 912px) 100vw, 912px" /></p>
<p><strong>Yun Hyong-keun (Cheongju 1928 &#8211; Seoul 2007) è stato uno dei più importanti artisti coreani del secondo dopoguerra.</strong> La sua biografia è segnata dalla storia travagliata del suo paese: più volte imprigionato per avere liberamente manifestato il proprio pensiero, nel 1950 scampò miracolosamente a una fucilazione di gruppo: dei suoi quaranta compagni di sventura solo quattro, oltre a lui, si salvarono dal plotone d’esecuzione.</p>
<p><strong>Dopo una fase iniziale di sperimentazione il suo linguaggio artistico si sviluppa e si definisce nella prima metà degli anni settanta. Esso è anche il frutto delle asprezze che ne segnarono la vita, e si concentra su pochi, essenziali elementi.</strong> Il pigmento, di una tonalità molto scura ottenuta da una miscela di blu oltremare e terra d’ombra bruciata, è steso con un grande pennello in strati successivi, molto diluito in modo da impregnare la tela grezza. Il blu oltremare e la terra d’ombra bruciata simboleggiano il cielo e la terra; il gesto dell’artista ripete il fenomeno dell’acqua che, imbevendo le porosità del terreno, dà luogo alla vita.</p>
<p>Le ampie ed essenziali campiture dipinte da Yun alludono a una struttura architettonica: sono grandi portali. Annota l’artista nel gennaio 1977 nel suo diario: “La tesi della mia pittura è la porta del cielo e della terra. Blu è il colore del cielo, bruno è il colore della terra. Perciò li chiamo ‘cielo e terra’; il portale dà struttura alla composizione”.</p>
<p><strong>L’arte di Yun, pur rimanendo fedele a se stessa e ai propri stilemi essenziali, ha uno sviluppo temporale</strong>: dalle linee oblique di accentuata drammaticità delle tele dipinte all’indomani del massacro di Gwanju (maggio 1980), alle campiture rettangolari più nette e ampie che dagli anni novanta in poi caratterizzano tutta la sua produzione.</p>
<p>“Non ricordo quando iniziò a piacermi il colore del suolo. Lo stesso vale per il colore degli alberi e il colore delle rocce. Amo i colori del paesaggio naturale, e anche il colore della natura in inverno. […] La vera bellezza viene dal cogliere texture e colore eterni direttamente dalla natura. Ecco cosa mi sforzo di esprimere nei miei dipinti. Non mi piace applicare alcuna imprimitura sulla tela, anche per non coprire la texture delle fibre naturali”.</p>
<p>Il progetto della mostra, <strong>prima retrospettiva europea dedicata all’artista</strong>, è realizzato in collaborazione con il National Museum of Modern and Contemporary Art (MMCA) di Seoul ed è curato da Kim Inhye, profonda conoscitrice dell’opera del maestro coreano.</p>
<p><strong>La volontà di presentare qui Yun Hyong-keun nasce anche dalla convinzione che la sua arte sia in singolare sintonia con Venezia, città di terre e di acque.</strong></p>
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		<title>Mostra</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Mar 2019 13:20:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[I FORTUNY. Una storia di famiglia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La mostra ricompone in parte la collezione di Mariano Fortuny, significativa per le sue valenze artistiche e culturali ma anche familiari e affettive, riportando nei suggestivi spazi di Palazzo Fortuny alcuni degli oggetti e delle opere più importanti che componevano la raccolta. [...]</p>
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #ff6600;"><strong>MUVE Contemporaneo</strong></span></h2>
<h2><strong>I FORTUNY<br />
</strong><strong>Una storia di famiglia</strong></h2>
<p><strong>11 maggio &#8211; 13 novembre 2019</strong><br />
<strong> Venezia, Palazzo Fortuny</strong></p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-17617" src="http://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png" alt="" width="912" height="9" srcset="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png 912w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-300x3.png 300w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-768x8.png 768w" sizes="(max-width: 912px) 100vw, 912px" /></p>
<p><strong><br />
A cura di Daniela Ferretti con Cristina Da Roit</strong></p>
<p><strong>In collaborazione con Axel &amp; May Vervoordt Foundation</strong></p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-17617" src="http://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png" alt="" width="912" height="9" srcset="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png 912w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-300x3.png 300w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-768x8.png 768w" sizes="(max-width: 912px) 100vw, 912px" /></p>
<p><strong><br />
Nel 70° anniversario della morte di Mariano Fortuny y Madrazo, e in coincidenza con la 58<sup>a</sup> Biennale d’arte, Palazzo Fortuny intende rendere omaggio al poliedrico artista spagnolo evidenziando l’importanza del contesto familiare nella sua formazione artistica.</strong> Per la prima volta una mostra è dedicata a Mariano Fortuny y Marsal (1838-1874) e al figlio Mariano Fortuny y Madrazo (1871-1949). Il riferimento alla Biennale non è casuale, né solamente d’occasione: infatti nel 1950, pochi mesi dopo la scomparsa di Mariano Fortuny y Madrazo, il Padiglione spagnolo – nel quale l’artista aveva esposto in più occasioni – dedicò una sala ai due Fortuny e ai pittori membri della famiglia Madrazo.</p>
<p>Questa mostra fa proprie le ragioni di tale omaggio sviluppando le relazioni che intercorsero tra l’arte dei due grandi spagnoli. <strong>Due i filoni di ricerca privilegiati: quello della pratica della pittura, saldamente inserita nella tradizione europea degli antichi maestri, e quello della passione collezionistica, intesa come occasione di studio e rielaborazione artistica.</strong></p>
<p><strong>Mariano Fortuny y Marsal</strong> aveva coltivato il proprio interesse per l’antiquariato circondandosi di tessuti antichi, vetri, vasellame, statue, mobili, tappeti con i quali decorava il suo atelier. Tali manufatti fornivano un ampio campionario da cui attingere e prendere spunto per la composizione dei propri quadri, spesso trasformandoli o reinterpretandoli. Molti di quegli oggetti, oltre a numerose opere da lui dipinte, rimasero in famiglia dopo la sua prematura scomparsa. Altri furono venduti, ma la moglie Cecilia ne conservò un nucleo importante che nel 1889 fu trasferito a Venezia, prima a Palazzo Martinengo e infine a Palazzo Pesaro Orfei, attuale sede del Museo Fortuny. Dopo la morte dell’artista solo una piccola parte delle collezioni rimase a Venezia poiché, per volontà dello stesso Mariano e della moglie Henriette, molte opere furono donate a vari musei europei e si trovano attualmente a Barcellona, Castres, Londra, Madrid, Parigi.</p>
<p><strong>La mostra attuale ambisce a ricomporre in parte questa collezione così significativa non solo per le sue valenze artistiche e culturali ma anche familiari e affettive, riportando nei suggestivi spazi di Palazzo Fortuny alcuni degli oggetti e delle opere più importanti che componevano la raccolta.</strong></p>
<p>Di questo ammaliante universo alcuni aspetti rivelano una continuità di temi da padre a figlio. Oltre a quelli già menzionati: l’attenzione alla luce e alle sue infinite metamorfosi, la fascinazione per la rappresentazione delle nuvole, lo studio mai interrotto del passato, l’orientalismo, i viaggi.</p>
<p>Nel suo percorso creativo <strong>Mariano Fortuny figlio</strong> ampliò gli orizzonti della propria ricerca artistica, interpretando in modo personale l’ideale wagneriano di opera d’arte totale che tanto lo aveva affascinato in gioventù. Se nella pittura la tecnica e la felice mano del padre rimangono insuperate, è nella versatilità di applicazione del proprio ingegno che il figlio rivela i suoi numerosi talenti. Combinando arte e scienza, arte e tecnologia, egli spazia dai campi della pittura e della scultura alla fotografia, alla grafica, alla decorazione di interni, all’abbigliamento, alla scenografia, all’illuminotecnica, producendo tessuti, abiti, colori a tempera, brevettando invenzioni tecnologiche, creando una florida attività imprenditoriale, dando vita a quell’insieme sfaccettato ma coerente che è il marchio “Mariano Fortuny Venise”.</p>
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		<item>
		<title>Mostra</title>
		<link>https://fortuny.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/futuruins/2018/02/17637/mostra-2/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Feb 2018 19:24:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[FUTURUINS]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Dal 19 dicembre 2018 Palazzo Fortuny a Venezia dedica una mostra al tema della rovina: contesa tra natura e cultura, sospesa tra distruzione e ricostruzione, immersa nel fluire del tempo e tesa verso l’eternità.  [...]</p>
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>FUTURUINS </strong></p>
<p><strong>19 dicembre 2018 &#8211; 24 marzo 2019</strong><br />
<strong> Venezia, Palazzo Fortuny</strong></p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-17617" src="http://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png" alt="" width="912" height="9" srcset="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png 912w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-300x3.png 300w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-768x8.png 768w" sizes="(max-width: 912px) 100vw, 912px" /></p>
<p class="_3vFF3xH4Yd" dir="ltr" data-test="textbox"><strong>Oltre 250 opere di cui 80 dal Museo Statale Ermitage, dall’antichità all’arte contemporanea, per riflettere sul senso e sui significati delle rovine; sulla costruzione del futuro, attraverso la consapevolezza dell’imprescindibile legame con il passato.</strong></p>
<p>Dalla collaborazione tra la Città di Venezia, la Fondazione Musei Civici di Venezia e il Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo – rafforzata dagli accordi siglati negli scorsi anni e dalla presenza di “Ermitage Italia” nella città lagunare – è nato su proposta di Dimitri Ozerkov il progetto espositivo “Futuruins” che, dal 19 dicembre 2018 al 24 marzo 2019 a Palazzo Fortuny.</p>
<p>La mostra riflette sul <strong>tema della rovina</strong>: allegoria dell’inesorabile scorrere del tempo, sempre incerta e mutevole, contesa com’è tra passato e futuro, vita e morte, distruzione e creazione, tra Natura e Cultura. L’estetica delle rovine è elemento cruciale nella storia della civiltà occidentale. La rovina simboleggia la presenza del passato ma contemporaneamente contiene in sé la potenzialità del frammento: un lacerto che ci arriva dall’antichità, ricoperto dalla patina del tempo, per i suoi risvolti culturali e simbolici diventa anche valida “pietra di fondazione” per costruire il futuro.<br />
Essa viene dal passato, conferisce ricchezza di senso al presente, dona consapevolezza ai progetti futuri.</p>
<p>Le oltre 250 opere provenienti dai Musei Civici veneziani e dal Museo Statale Ermitage, oltre che da collezioni pubbliche e private, italiane e internazionali, illustrano i molteplici significati assunti dalle rovine attraverso i secoli: <strong>dai resti architettonici e scultorei delle civiltà greco–romana, egizia, assiro-babilonese e siriana, all’arte contemporanea</strong> che guarda alle rovine fisiche e morali della società attuale. Rovine delle sue architetture, di città e periferie, ma anche di uomini e idee, frutto del tempo, dell’incuria, della degenerazione, di tragedie naturali o politiche come guerre e terrorismo.</p>
<p>Tale <strong>percorso contemporaneo</strong> si apre con la straordinaria installazione ambientale di Anne et Patrick Poirier, seguita dalle opere di Acconci Studio, Olivio Barbieri, Botto &amp; Bruno, Alberto Burri, Sara Campesan, Ludovica Carbotta, Ugo Carmeni, Lawrence Carroll, Giulia Cenci, Giacomo Costa, Roberto Crippa, Lynn Davis, Giorgio de Chirico, Federico de Leonardis, Marco Del Re,&nbsp;Paola De Pietri, Jean Dubuffet, Tomas Ewald, Cleo Fariselli, Kay Fingerle, Maria Friberg, Luigi Ghirri, Gioberto Noro, John Gossage, Thomas Hirschhorn, Anselm Kiefer, Francesco Jodice, Wolfgang Laib, Hiroyuki Masuyama, Jonatah Manno, Mirco Marchelli, Steve McCurry, Ennio Morlotti, Sarah Moon, Margherita Muriti, Claudio Parmiggiani, Lorenzo Passi, Fabrizio Prevedello, Dmitri Prigov, Judit Reigl, Christian Retschlag, David Rickard, Mimmo Rotella, Anri Sala, Alberto Savinio ed Elisa Sighicelli.</p>
<p>In linea con la tradizione delle mostre al Fortuny, sono presenti anche una serie di <strong>lavori appositamente ideati per “Futuruins”</strong> che offrono nuovi stimoli alla riflessione sul presente: le opere di Franco Guerzoni, Christian Fogarolli, Giuseppe Amato, Renato Leotta e Renata De Bonis.</p>
<p><strong>Tra i due poli temporali della mostra</strong>, ci sono capolavori trasversali – dipinti, sculture, arti applicate, opere grafiche – a suggerire i grandi temi trattati. Numerosi sono stati selezionati nelle raccolte veneziane – dalle meduse di Arturo Martini e Franz von Stuck ai ruderi notturni e infuocati di Ippolito Caffi e alle ceramiche urbinati con i temi della genesi e della morte – altri provengono da musei e collezioni private e più di 80 sono le opere prestate dal Museo Statale Ermitage, con lavori, tra gli altri, di Albrecht Dürer, Monsù Desiderio, Giovanni Paolo Pannini, Jacopo e Francesco Bassano, Parmigianino, Veronese, Jacob van Oost il Vecchio, Arturo Nathan, Alessandro Algardi.</p>
<p>La necessità di lavorare sui concetti evocati delle rovine è evidente anche alla luce della storia recente, caratterizzata da guerre in cui spicca l’aspetto iconico e simbolico (il crollo delle Torri gemelle, la devastazione del museo di Baghdad, Palmira&#8230;) e dai sempre più estremi cambiamenti climatici del nostro pianeta.</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-17617" src="http://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png" alt="" width="912" height="9" srcset="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png 912w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-300x3.png 300w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-768x8.png 768w" sizes="(max-width: 912px) 100vw, 912px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Mostra promossa con Museo Statale Ermitage, San Pietroburgo</strong></p>
<p><strong>In collaborazione con Ermitage Italia</strong></p>
<p><strong>A cura di Daniela Ferretti, Dimitri Ozerkov con Dario Dalla Lana</strong></p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-17617" src="http://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png" alt="" width="912" height="9" srcset="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png 912w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-300x3.png 300w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-768x8.png 768w" sizes="(max-width: 912px) 100vw, 912px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per celebrare la proficua collaborazione con uno dei più importanti musei del mondo, il Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo, la Fondazione Musei Civici organizza in due diverse sedi due imperdibili appuntamenti espositivi:&nbsp;<strong><em>FUTURUINS</em></strong> a Palazzo Fortuny e&nbsp;<a href="http://www.visitmuve.it/it/corto-circuito-dialogo-tra-i-secoli/venezia-e-san-pietroburgo/la-mostra/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>VENEZIA E SAN PIETROBURGO. Artisti, principi e mercanti</em></strong></a> al Centro Culturale Candiani di Mestre.<br />
Quest&#8217;ultima mostra documenta i percorsi che hanno condotto l’arte della Serenissima all&#8217;Ermitage, attraverso dipinti e disegni, alcuni dei quali mai esposti in Italia, dei massimi artisti veneti a partire dal Cinquecento.</p>
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		<title>La mostra</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Feb 2018 14:48:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[PRIMAVERA AL FORTUNY. UNA COLLEZIONE ITALIANA. Opere dalla collezione Merlini]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>A Palazzo Fortuny una mostra ci permette di risalire alle origini dell’esperienza del moderno grazie alla amplissima panoramica dell’arte italiana del XX secolo offerta dalla collezione Merlini. Scopri di più [...]</p>
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal 24 marzo al&nbsp;21 ottobre 2018<br />
</strong><strong>Venezia, Palazzo Fortuny</strong></p>
<p><strong>_</strong></p>
<p>I temi del collezionismo, le ragioni e le passioni sottese alla nascita di una raccolta privata sono al centro della mostra dedicata alla raccolta di Giuseppe Merlini.</p>
<p>Per Walter Benjamin ogni collezione è sospesa tra i due opposti “poli” di ordine e disordine, ed è la figura del collezionista che le dà senso, non tanto gli oggetti che la formano.</p>
<p>La collezione Merlini di scultura, disegni e ,soprattutto, pittura spazia, attenendosi con rare eccezioni all’arte italiana, a tutto il Novecento fin dai primi decenni, con opere che risalgono al momento fondante dell’esperienza del moderno – disegni di Amedeo Modigliani, dipinti di Filippo de Pisis e poi lavori di Adolfo Wildt, Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Mario Sironi, Gino Severini, Giorgio Morandi, Massimo Campigli – fino all’astrattismo italiano o all’informale con importanti opere di Mario Radice, Lucio Fontana, Alberto Burri, Piero Dorazio, Giulio Turcato, Roberto Crippa, Alfredo Chighine, Piero Ruggeri.</p>
<p>La raccolta offre quindi una panoramica molto ampia dell’arte italiana del XX secolo e nel contempo invita a una sostanziale domanda: quali energie spingono a perseverare nell’impresa collezionistica? Quali curiosità intellettuali, quali incontri casuali orientano le scelte, contribuendo a dare a ogni collezione una propria fisionomia e spingendo a renderla fruibile al pubblico?</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter wp-image-17617 size-full" src="http://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png" alt="" width="912" height="9" srcset="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png 912w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-300x3.png 300w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-768x8.png 768w" sizes="(max-width: 912px) 100vw, 912px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>A cura di</strong><br />
<strong>Daniela Ferretti</strong><br />
<strong>Francesco Poli</strong></p>
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		<item>
		<title>Mostra</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Feb 2018 18:07:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[PRIMAVERA AL FORTUNY. LA STANZA DI ZURIGO. Omaggio a Zoran Mušic]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://fortuny.visitmuve.it/?p=17613</guid>
		<description><![CDATA[<p>La primavera al Fortuny si apre con un grande omaggio a Zoran Mušic con la preziosa ricostruzione della sua "Stanza di Zurigo". Scopri la mostra [...]</p>
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal 24 marzo al 21 ottobre 2018</strong><br />
<strong>Venezia, Palazzo Fortuny</strong></p>
<p><strong>_</strong></p>
<p>Nel 1949 Zoran Mušicˇ (Bocavizza, 1909 &#8211; Venezia, 2005) ricevette, da parte delle sorelle Charlotte e Nelly Dornacher, l’incarico di decorare il seminterrato della loro villa a Zollikon, nei pressi di Zurigo.</p>
<p>L’insieme doveva costituire un esempio di “opera d’arte totale”: oltre alle pitture su intonaco, tela di lino e juta, l’artista disegnò i motivi decorativi ricamati sulle tende e sulla tovaglia che ornavano la sala. Alcuni mobili, seppure non progettati da lui, furono scelti con il suo accordo a completamento dello spazio destinato a riunioni conviviali.</p>
<p>La maggior parte dei dipinti furono eseguiti direttamente sull’intonaco murario, cinque composizioni erano su tela di lino tesa su supporti fissati al muro, mentre per la decorazione della porta d’entrata fu utilizzata la tela di iuta: lo stesso tessuto delle tende e di una tovaglia ricamata su disegno dell’artista, che ne scelse i colori e i differenti punti di ricamo.</p>
<p>Dopo anni di incuria e abbandono la stanza è stata recuperata grazie all’intervento di Paolo Cadorin, cognato di Mušicˇ, direttore del dipartimento di restauro del Kunstmuseum di Basilea, che ha supervisionato lo stacco degli intonaci, il loro trasferimento su pannelli alveolari in alluminio e il recupero delle tele e degli arredi.</p>
<p>Un complesso lavoro portato a termine dai suoi allievi, restituisce finalmente al pubblico la “stanza di Zoran”, ricomposta ora a Palazzo Fortuny come elemento centrale di una mostra-omaggio al suo autore. I tanti motivi profusi da Mušicˇ in quest’opera – di una ricchezza quasi vertiginosa – costituiscono infatti, nel loro complesso, una sorta di summa iconografica della produzione artistica di quegli anni: dai motivi dalmati di donne a cavallo, col parasole, agli asinelli e cavallini nel paesaggio roccioso o danzanti nel vuoto; dai traghetti affollati di cavalli o bovini alle fasce decorative a losanghe, righe, volute, tondi o scandole; dai volti incorniciati e ieratici che ricordano Campigli a un ritratto “iconico” di Ida allo specchio e al proprio autoritratto.</p>
<p>E poi le vedute di Venezia: le cupole e la facciata della Basilica, Palazzo Ducale, balaustre, archi, i portici della piazza, il Bacino di San Marco, San Giorgio, la Dogana, i bragozzi.</p>
<p>Un’ampia e accurata selezione di opere realizzate tra il 1947 e il 1953, provenienti da collezioni private e dall’archivio dell’artista, completa il percorso espositivo.</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-17617" src="http://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png" alt="" width="912" height="9" srcset="https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png 912w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-300x3.png 300w, https://fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-768x8.png 768w" sizes="(max-width: 912px) 100vw, 912px" /></p>
<p><strong>A cura di Daniela Ferretti</strong></p>
<p><strong>Con il sostegno di Charlotte und Nelly Dornacher Stiftung</strong></p>
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]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La mostra</title>
		<link>https://fortuny.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/in-finitum/2017/05/17440/la-mostra-19/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 May 2017 10:23:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[IN-FINITUM]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La categoria dell’Infinito nelle sue diverse accezioni, dal non-finito all’illimitato, con un approccio multidisciplinare in cui arte, scienza e filosofia di ere e civiltà diverse si incontrano e si confrontano. [...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://fortuny.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/in-finitum/2017/05/17440/la-mostra-19/">La mostra</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://fortuny.visitmuve.it">Museo Fortuny</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La categoria dell’Infinito nelle sue diverse accezioni, dal non-finito all’illimitato, con un approccio multidisciplinare in cui arte, scienza e filosofia di ere e civiltà diverse si incontrano e si confrontano.</p>
<p>La mostra, ideata da Axel Vervoordt, conclude lo straordinario ciclo espositivo iniziato al Fortuny nel 2007 con <em>Artempo</em> e proseguito nel 2008 a Parigi con <em>Academia.</em></p>
<p>130 gli artisti in mostra, tra cui Giovanni Anselmo, Natvar Bhavsar, Pierre Bonnard, Berlinde de Bruyckere, Michael Borremans, Alberto Burri, Alexander Calder, Paul Cézanne, Antonio Canova, Eugène Delacroix, Ray &amp; Charles Eames, Lucio Fontana, Adam Fuss, Giuseppe Gabellone, Francesco Hayez, Ann-Veronica Janssens, Anish Kapoor, Anselm Kiefer, Kimsooja, Yves Klein, Piero Manzoni, Brice Marden, Fausto Melotti, Mario Merz, Joan Mirò, Tatsuo Miyajima, Vic Muniz, Renato Nicolodi, Roman Opalka, Palagio Pelagi, Pablo Picasso, Otto Piene, Giovanni Battista Piranesi, Guido Reni, Gerhard Richter, George Romney, Thomas Ruff, Kazuo Shiraga, Ettore Spaletti, Vassilikis Takis, Diana Thater, Dirk Van De Len, Jef Verheyen, Rik Wouters, Gilberto Zorio …per oltre 300 opere in molteplici, quasi infiniti stimoli, accostamenti, interazioni, esiti diversi del pensiero e del fare artistico di tutti i tempi e i continenti.</p>
<p>Catalogo Mehr Paper Kunsthalle, Gent.</p>
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