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Immagine rappresentativa mostra: Erwin Wurm. Dreamers

Erwin Wurm. Dreamers

A cura di: Elisabetta Barisoni e Cristina Da Roit

“L’ordinario è così vicino e così familiare a noi che siamo portati a trascurarlo. Guardare l’ordinario dalla prospettiva dell’assurdo e del paradosso ci dà l’opportunità di vedere qualcosa di diverso, forse più interessante.”
Erwin Wurm

 

Il Museo Fortuny presenta per la prima volta in Italia un’ampia mostra monografica dedicata al lavoro dello scultore austriaco Erwin Wurm, nato nel 1954 a Bruck an der Mur. Nel corso della sua carriera Wurm ha radicalmente ampliato il concetto di scultura, mettendo in discussione le nozioni di tempo, massa e superficie, astrazione e rappresentazione, e da molti decenni usa gli abiti per affrontare questioni scultoree. Lungo questo viaggio il suo cammino ha spesso incrociato la strada di Mariano e Henriette Fortuny.

Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti e alla Scuola di Arti Applicate di Vienna tra la fine degli anni Settanta e i primi Ottanta, grazie alle One Minute Sculptures, iniziate nel 1996-97, Wurm ha riscosso grande successo internazionale. In queste opere l’artista fornisce agli osservatori istruzioni che indicano azioni o pose da eseguire con oggetti di uso quotidiano, come sedie, secchi, frutta, maglioni… Sono sculture per natura effimere, e ciò ha portato Wurm a sfidare le qualità formali di diversi linguaggi visivi superando i confini tra arte e vita di ogni giorno, spettatore e partecipante. 

La serie di One Minute Sculptures esplora l’idea del corpo umano come scultura; in altre opere Wurm antropomorfizza oggetti di uso quotidiano in modi inaspettati, aggiungendo gambe alle borse, contorcendo forme simili a salsicce (Abstract Sculptures), o espandendo il volume di oggetti tecnici e architettonici (Fat Car, Fat House). 

Wurm considera l’atto fisico di aumentare e perdere peso come un gesto scultoreo, e spesso crea l’illusione di crescita o restringimento corporeo nel suo lavoro. 

Per l’artista anche l’umorismo è uno strumento importante, ma allo stesso tempo il suo lavoro si apre a questioni filosofiche, psicologiche e sociali essenziali. Spesso è rintracciabile nella sua pratica una critica della società contemporanea, in particolare in risposta alle influenze capitalistiche e alle conseguenti pressioni sociali che l’artista vede come contrarie ai nostri ideali interiori. Wurm enfatizza questa dicotomia lavorando all’interno dello spazio liminale tra alto e basso, per esplorare quella che egli stesso vede come una realtà farsesca e inventata. 

 

La mostra è visitabile dal 6 maggio al 22 novembre 2026 secondo gli orari e con il biglietto di accesso al museo. 

Immagine: Erwin Wurm, Dreamer, One Arm, 2024.
Aluminium, paint. 92 x 148 x 93 cm.
© Erwin Wurm, Bildrecht, Wien 2026
photo: Markus Gradwohl